Come trovare il giusto Terapeuta

Punti chiave

  • Trovare il giusto terapeuta è importante quanto la terapia stessa.

  • Esistono molte correnti e molti tipi di terapia che possono rendere la ricerca del terapeuta un passo molto frustrante e difficile. La scelta del giusto terapeuta, non può basarsi solo su questo.

  • Vengono forniti di seguito alcuni consigli e strategie per rendere la scelta meno affannosa e faticosa.


 

Oggi giorno, la scelta del terapeuta risulta essere molto difficile e dispersiva. La rete è piena di applicazioni e siti che offrono servizi - complicato districarsi fra le varie correnti terapeutiche e le varie modalità di conduzione del colloquio clinico. Non è certo come comprare il latte al supermercato – se non altro perchè vorreste parlare di argomenti scomodi che possono mettervi a disagio e condividere pensieri e azioni che non avete mai detto a nessuno.


Non basta quindi, aprire il computer e cercare negli interminabili elenchi online che possono dare un’infinità di risultati. Si può scegliere una persona così importante basandosi su una breve biografia o su carrellate di titoli e certificati che attestano solo il grado di expertise del cinico?


Se vuoi avere uno strumento per aiutarti a restringere l’ampio ventaglio delle possibilità sei nel posto giusto 😊


L'importanza di un buon abbinamento


In Italia il “passa-parola”, è uno strumento molto utilizzato per la scelta di qualsiasi tipo di professionista, un po’ per pigrizia, un po’ perché vogliamo evitare il limbo e la frustrazione della ricerca. Quindi, la frase: “un mio amico mi ha consigliato quel terapeuta perché lo ha aiutato molto” non rappresenta certo un buon punto sui cui basare una scelta così delicata è importante.


Le prime domande da porsi sono: quel terapeuta potrà aiutare anche voi? Quel terapeuta ha le giuste qualità e competenza specifiche, per quel problema? Ricordatevi che la terapia è come un abito, deve calzare su misura e deve essere cucita intorno alla persona.


Non è il paziente che si deve adeguare alla terapia, ma è il terapeuta che si deve adeguare al problema del paziente.

Il primo punto su cui soffermarsi è proprio riferito alla connessione tra terapeuta e paziente. Se a primo impatto, non vi è piaciuto quello consigliato dal vostro amico, sia perché vi sentite giudicati, o più semplicemente perché non ce sintonia - sarà letteralmente impossibile, che condividiate con lui, uno dei vostri pensieri più intimi o i vostri sentimenti più nascosti e reconditi.


Se non parlate di queste cose, difficilmente si potrà fare breccia nel problema e di conseguenza creare un cambiamento positivo.



L'alleanza Terapeutica


So già cosa state pensando… “Sempre cò st'alleanza terapeutica” – che avrà mai di “terapeutico”!


In realtà, questa rappresenta una delle cose più importanti, soprattutto durante il primo colloquio clinico. L’alleanza è qualcosa di più che un mero rapporto, è una relazione tra paziente e terapeuta! Rappresenta un accordo sugli obbiettivi e sui metodi utilizzati per raggiungerli (per inciso, questo rappresenta anche la differenza tra la "chiaccerata con un amico" e il colloquio clinico).


La relazione terapeutica spiega perché i pazienti migliorano (o non migliorano) almeno quanto il particolare metodo di trattamento", Alcuni studi hanno concluso che i pazienti hanno maggiori probabilità di cambiare la loro vita quando si sentono sostenuti dal loro terapeuta.

Alla base di buona comunicazione, e per inciso, vale per tutti i tipi di comunicazione - ce il sentire da parti di entrambi, quella che viene definita compliance (il grado in cui entrambi seguite le indicazioni l'uno dell'altro, simile alla complicità😁) – ma non solo, il terapeuta e il paziente, devono parlare lo stesso linguaggio per capirsi.


Vi dirò una cosa che vi lascerà perplessi! Il tipo di terapia, conta molto meno della relazione terapeutica. Non vi sembrerà così a primo impatto, ma fatevi una domanda: a chi raccontate i vostri dubbi sulla vostra relazione, oppure, a chi parlate dei problemi familiari o dei guai che combinate?


Non certo ad una persona “nemica”, o ad una persona da cui vi potreste sentire giudicati. Beh, sorpresa!!! In terapia funziona alla stessa maniera. Ci sono due persone: il paziente esperto di sé stesso (nessuno può conoscervi più di voi stessi, siete voi che "abitate" la vostra mente); il terapeuta esperto di tecniche e manovre psicologiche, che ha il compito esclusivo, di ristrutturare meccanismi comportamentali disfunzionali, che mantengono in vita la radice del problema.


Uno studio fatto dall' APA (Associazione Psicologica Americana) ha scoperto che il tipo di terapia contava meno della relazione terapeutica. Indipendentemente dal fatto che il terapeuta usasse la terapia cognitivo comportamentale o la terapia psicodinamica, il miglioramento del paziente dipendeva da quanto il terapeuta e il paziente andavano d'accordo.