Disturbi ossessivi e compulsivi

La persona che soffre di disturbo ossessivo puro vive in un mondo di specchi. Tutto si riflette, rimane fermo, immobile, controllato. Controllo, infatti, è la parola d’ordine che guida le persone affette dal disturbo ossessivo. Essi organizzano tutto, programmano tutto, dalla semplice giornata alla intera vita. Fino a controllare anche la vita delle persone vicine. Tutto deve essere perfetto. In caso contrario, infatti, forte ansia e sgomento prenderebbero il sopravvento. E’evidente, dunque, che pensare di avere una vita senza piccoli fuori controllo diventa una ricerca fuori dal controllo.

Il modello breve strategico rappresenta la "best practice" per la gestione dei disturbi ossessivi e compulsivi: l’ 89% dei casi si risolvono in una media di sole 7 sedute.

Disturbo
ossessivo-compulsivo 

Presenza di ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi e indesiderati e che causano ansia. Il soggetto tenta di ignorare o di sopprimere tali ossessioni mettendo in atto una compulsione. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un'ossessione. Sono volte a prevenire o ridurre l'ansia e non sono collegati in modo realistico o sono eccessivi.(DSM-V)

Ipocondria

Si ha la certezza di avere una malattia, per questo motivo la persona mette in atto una serie di tentate soluzioni che, anziché di risolvere il problema, lo mantengono e lo aggravano. Le principali tentate soluzioni sono:

  • continuo ascolto dei segnali del proprio corpo interpretati come indizio di una malattia;

  • consultazione di specialisti/internet con conseguenti periodiche visite. Il referto negativo o le rassicurazioni del medico rassicurano fino al nuovo segnale di malattia;

  • parlare continuamente del problema a familiari o amici i quali, spesso, nel tentativo di rassicurare fanno sentire la compresa.

Dismorfofobia

​La dismorfofobia è, contraddistinta dalla preoccupazione ossessiva e spesso priva di fondamento che un particolare tratto del corpo (es: il naso) sia portatore di un'imperfezione così evidente da doverla nascondere a ogni modo. Più nel dettaglio:

  • preoccupazione per uno o più difetti percepiti nell'aspetto fisico, non osservabili o che appaiono agli altri in modo lieve;

  • l'individuo ha messo in atto comportamenti ripetitivi o azioni mentali in risposta a preoccupazioni legate all'aspetto.

Dubbio patologico

Il dubbio patologico è una forma di disturbo ossessivo caratterizzato dalla presenza di domande alle quali la persona cerca di dare una risposta mediante un ragionamento razionale, senza però trovarne una certa (es. avrò fatto bene o avrò fatto male?).

Di fronte al dubbio le persone possono tentare varie soluzioni:

  • tenta di trovare risposte certe e rassicuranti a dilemmi irrisolvibili, ovvero la trappola delle "risposte corrette a domande scorrette".

  • tenta di controllare sensazioni, emozioni e reazioni, ovvero il paradosso “del controllo che fa perdere il controllo”; 

  • tenta di annullare i pensieri scomodi che generano paure, ovvero il paradosso di "pensare di non pensare"

Questo tipo di tentate soluzioni non fanno altro che creare una trappola mentale " in cui i pensieri pensano" con la ovvia conseguenza di creare un blocco nella vita della persona.​