Disordini
Alimentari

I disturbi del comportamento alimentare (detti anche DCA) sono disturbi psichiatrici e psicologici invalidanti, potenzialmente mortali, che compromettono non solo la salute fisica ma anche il funzionamento sociale dell’individuo. Sono disturbi caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e con il proprio corpo.

Il Modello Breve Strategico ha messo a punto protocolli specifici di trattamento, che vanno a  rompere il circolo vizioso che incatena la persona al disturbo in tempi rapidi. L’intervento può comprendere anche la famiglia in relazione alle necessità di volta in volta valutate.

Anoressia

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è la seconda causa di morte in età giovanile.

Mette a dura prova non solo i genitori ma anche  i medici e gli psicoterapeuti. Uno dei problemi piu gravi di questa malattia è che dal punto di vista psicologico si comporta come un disturbo "ego sintoico"; viene paradossalmente vissuto come un aspetto positivo, in linea con i nostri desideri, che percepito come un disturbo invalidante potenzialmente mortale.

Bulimia

La Bulimia(DSM-5)  si caratterizza da ricorrenti episodi di abbuffata, ossia:

  1. Mangiare, in un determinato periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui assumerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.

  2. Sensazione di perdere il controllo durante l'episodio.

Ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso.

  • Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano almeno una volta alla settimana per 3 mesi.

  •  I livelli di autostima sono influenzati dalla forma e dal peso del corpo.

  • L'alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.

  •  Specificare se è in remissione parziale o completa, ed il livello di gravità (lieve, moderato, grave, estremo).

Alimentazione Incontrollata
(Binge Eating)

Questo  disturbo alimentare si caratterizza con frequenti episodi di alimentazione incontrollata che si alternano a periodi di digiuno e astinenza forzati. Gli episodi sono associati a tre o più dei seguenti aspetti:

  1. Mangiare molto più rapidamente del normale.

  2. Mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni.

  3. Mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente affamati.

  4. Mangiare da soli a causa dell'imbarazzo per quanto si sta mangiando.

  5. Sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o molto in colpa dopo l'episodio.

· Almeno una volta alla settimana per 3 mesi. Non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie(DSM-5).

Le tentate soluzioni in questo caso vengono messe in atto dai genitori che :

  • intervengono cercando di convincere la ragazza a mangiare di più, o a mangiare meno in base alle circostanze;

  • intervengono "martellando" a livello comunicativo il figlio/a rendendo l'argomento l'unica conversazione possibile nell'ambiente familiare e aggiungendo maggiore resistenza al problema,

Vomiting

Si presenta come un evoluzione dei due classici disordini alimentari, anoressia e bulimia. In una prima fase, scambiata per anoressia e bulimia, oggi rappresenta una realtà a se stante. Questo disturbo non è altro che mangiare e vomitare, strategia molto valida per non ingrassare che si adatta perfettamente al desiderio di perfezione e bellezza del nostro tempo. Attraverso la ripetizione di questa sequenza si genera un rituale sempre piu piacevole che si realizza in una compulsione irrefrenabile (vomiting)